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COMUNICATO STAMPA
| Seconda edizione 2009 di Quotazioni Immobiliari, la guida strada per
strada sull’andamento del mercato
Capri,
la
Montecarlo del Golfo: 20mila euro al metro
quadrato
A Napoli chi vuole investire
deve scommettere sul Centro storico
Condò de Satriano (Fiaip Napoli): Scongiurata la crisi del
92’. Si va
verso la normalizzazione del mercato
Capri come Montecarlo: la
crisi economica non tocca gli immobili dell’Isola azzurra. Nella perla del Golfo
le quotazioni superano anche i 20mila euro al metro quadrato. Prezzi in tenuta
in Penisola Sorrentina, con stime che la equiparano alla Costa Azzurra. Tiene
bene Ischia, nonostante la recessione. E, a Napoli le valutazioni salgono al
Vomero, dove, nelle zone più pregiate, i prezzi di un immobile si avvicinano
sempre più a quelli di Posillipo. Ma è il Centro storico a rappresentare la vera
scommessa per chi è a caccia di investimenti.
Questo, in sintesi, il quadro
del mercato immobiliare a Napoli e in provincia tracciato nel nuovo numero di
“Quotazioni Immobiliari”, il semestrale realizzato dal settimanale “Il Mattone”
in collaborazione con le due principali associazioni provinciali di categoria,
Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) e Fimaa
(Federazione italiana mediatori agenti d’affari).
“Quotazioni Immobiliari”, diffuso in tutte le
edicole di Napoli, presenta i valori medi degli immobili, quartiere per
quartiere e strada per strada, rilevati negli ultimi sei mesi nel mercato
immobiliare locale e calcolati grazie a un capillare e attento monitoraggio
effettuato con il contributo di 110 operatori immobiliari. I valori emersi,
quartiere per quartiere, sono stati illustrati nel corso di una conferenza
stampa che si è svolta questa mattina, presso il Grand Hotel Santa Lucia di
Napoli.
La fotografia dell’andamento
del mercato immobiliare a Napoli e provincia, scattata da “Quotazioni
Immobiliari”, individua comunque un trend generalizzato in lieve calo nel corso
degli ultimi 6 mesi, con una riduzione media dei prezzi valutata intorno al 5
per cento in città e al 10 per cento in provincia.
“È stato scongiurato lo
spettro di una crisi come nel 1992, quando il crollo delle transazioni fu
repentino e verticale - ha spiegato Mario Condò de Satriano, presidente
provinciale di Fiaip Napoli - Ora si va verso la normalizzazione del mercato.
Diciassette anni fa una drammatica svalutazione della lira e un forte incremento
del costo del denaro, che fece lievitare i mutui al 16 per cento, si andarono ad
aggiungere alla recessione. Oggi non c’è svalutazione e il costo del denaro,
anche nella fase più drammatica della crisi, non ha mai superato il 7 per cento.
Pertanto, se le banche riaprissero i cordoni della borsa, tornando a finanziare
le famiglie, le compravendite potrebbero aumentare rapidamente, riportandosi ai
livelli del 2006”.
Secondo Condò de Satriano
nell’area napoletana il mercato immobiliare ha reagito bene alla recessione.
“Dall’inizio della crisi si è registrato un calo complessivo del 10-15 per cento
- ha spiegato il presidente provinciale di Fiaip Napoli - Rispetto agli ultimi
sei mesi del 2008 i dati evidenziano in città soltanto qualche lieve flessione,
a macchia di leopardo, comunque non superiore al 5 per
cento”.
Stabili, invece, i prezzi
nelle aree centrali e residenziali più ambite e gli immobili di pregio. Un po’
più marcato, il calo in provincia che si attesta attorno al 10 per cento. “Si
tratta di numeri non drammatici, che confermano che la casa è ancora il bene
rifugio per eccellenza”, ha aggiunto Condò de Satriano, secondo il quale “il
vero problema, oggi, è la restrizione del credito”.
Sul tasto banche batte anche
Saverio Iaccarino, presidente di
Fimaa Napoli. “Anche nel settore immobiliare esiste una Italia a due velocità -
ha osservato Iaccarino - Nel Mezzogiorno le banche applicano uno spread molto
più alto di quello della Bce e questo non favorisce le compravendite, perché chi
deve comprare casa non riesce a ottenere un mutuo con rate congrue con il
proprio stipendio. Oggi, invece, le banche dovrebbero essere più vicine ai
cittadini. Un qualsiasi mutuo comporta tassi del 4,5-5 per cento, ma con il
tasso della Bce i cittadini dovrebbero pagare non più del 2,5 per
cento”.
Ufficio stampa: SISICOM - fonte: FIAIP
Campania. |